@EsjeHerb

La Cura e il Post-Raccolto - Ciao ragazzi eccomi qui di nuovo con la seconda newsletter. Sono appena ritornato dalla World Cannabis Cup di High Times tenutasi in Jamaica, Ya Mon! In generale, la prima osservazione che posso fare riguardo la mia esperienza con l’erba jamaicana è che le loro tecniche di essicazione e cura possono sicuramente essere migliorate, anche solo partendo da piccoli aggiustamenti; ad esempio, non essicare la pianta al sole ma preferibilmente in uno spazio senza luce ma ventilato. Non fraintendetemi, la loro erba è puro fuoco, e ho incontrato dei coltivatori davvero bravi a Negril! Ma le condizioni per essicare non sono proprio tra le migliori vista l’umidità con cui devono fare i conti, e attrezzare un appropriato essicatoio è semplicemente troppo costoso. Così ho mostrato ad alcuni coltivatori il mio blog, dato loro qualche consiglio a proposito di essicazione e cura affinchè l’anno prossimo io possa fumare erba jamaicana propriamente essicata! Tornando a noi, ripartiamo da dove ci siamo lasciati l’ultima volta con la rubrica ‘Il Raccolto e Molto di Più’ ... potrete trovate le mie foto e news dalla Jamaica alla fine della newsletter. Spero che tu abbia goduto/stia godendo/possa godere del tuo raccolto! Alcuni hanno già i loro barattoli belli pieni; tuttavia, chi è paziente sa che la sua erba sarà perfetta solo se sottoposta alle dovute cure. Quali sono queste? Come ottenere un hashish candido e pulito? Ti aiuto io! Dopo averti spiegato come curare la cannabis, ti rivelerò anche qualche personale segreto sul post-raccolto. Ti mostrerò e spiegherò cose meravigliose che potrai fare con i residui della pianta.

Curare la Cannabis

Curare la cannabis: l’ultimo ma non meno importante passo verso il raccolto. É questa la fase in cui, durante o dopo l’essicazione (secondo quale metodo tu scelga), l’eccessiva umidità è rilasciata dalla cime della pianta. Durante la cura il processo metabolico delle cellule della pianta continua, per assicurare che i carboidrati siano convertiti in zuccheri e i pigmenti, come la clorofilla, si decompongano.

Se le cime sono essiccate troppo velocemente, queste tenderanno a trattenere più clorofilla. Ti ritroverai a fumare un prodotto acerbo e ‘duro’. Allo stesso modo, il sapore sarà meno intenso se non curerai la tua pianta. Attraverso questa pratica sarà possibile eliminare tutta l’umidità interna alle cime.

Una pianta propriamente curata e lentamente essiccata, sottolineo lentamente, ti regalerà una fumata morbida, pulita e saporita. Per favorire questo processo ed evitare eventuali muffe apri il barattolo/contenitore quotidianamente così che l’eccesso di umidità possa completamente sparire.

Fondamenti per essiccare e curare la pianta:

  • Mantieni la temperatura intorno ai 15-22 gradi Celsius
  • Mantieni i livelli di umidità al 50-55% (usa un deumidificatore o l’aria condizionata se necessario).
  • Assicurati che ci sia sufficiente ricambio d’aria.
  • L’essicazione deve continuare fino a che anche i rami saranno secchi; riponi le cime in un contenitore ermetico.
  • Apri il contenitore quotidianamente.
  • Cura la pianta per 2-4 settimane prima di consumarla. 

#IceWax

Se scegli di essiccare la tua pianta quando è ancora umida (wet-trim), otterrai alla fine delle foglioline altrettanto fresche e inumidite. Se trasferisci questo prodotto finale all’interno del tuo freezer subito dopo aver terminato il raccolto, potrai utilizzare il materiale ghiacciato per produrre del magnifico bubblehash, anche conosciuto con il nome di ‘IceWax’ o ‘Fullmelt Bubble’ … ti servono solo dei sacchetti per cubetti di ghiaccio, acqua e ghiaccio.

Nelle foto puoi vedere cosa intendo per materiale ghiacciato: le foglioline ‘zuccherine’ (quelle ricche di tricomi) sono, infatti, ancora fresche quando vengono immerse in acqua congelata. La temperatura molto bassa dell’acqua e la velocità di centrifuga (dipende se usi una lavatrice o procedi manualmente) separeranno i tricomi dalle foglie; letteralmente i tricomi verranno scalzati dal materiale vegetale e finiscono sommersi da acqua ghiacciata.

Utilizzando i sacchetti per il ghiaccio puoi in seguito filtrare l’acqua ghiacciate con i tricomi, evitando che le foglie più grandi passino attraverso il piccolo imbuto del sacchetto stesso. Ogni sacchetto ha una misura differente, misurata in microns (=µ). Puoi trovare sacchetti per il ghiaccio con un ‘imbuto’ di dimensioni che variano dai 220 ai 25 microns . Secondo la mia opinione le misure più indicate sono le seguenti: 25µ, 45µ,73µ,90µ, & 120µ.

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#TrimRosin

Se scegli invece di seccare la tua pianta da secca (dry-trim) otterrai alla fine un prodotto completamente secco, ovvero materiale vegetale completamente coperto di tricomi. Ma che cos’è la tecnica Rosin? Rosin o SHO (Solventless Hash Oil) si riferisce all’estrazione dell’olio essenziale della cannabis per mezzo di pressione e calore. Sì, hai capito bene calore … quindi alte temperature. La tecnica Rosin richiede l’utilizzo di uno strumento come una piastra per capelli o un ferro da stiro; il calore, e la pressione, sono utilizzati per far uscire gli oli essenziali della cannabis. Tutto quello che ti serve è:

  • Piastra per capelli (preferibilmente con temperatura regolabile)
  • Carte da forno
  • Morsetto
  • Piccolo tappetino in silicone
  • Dabber

Per fare il TrimRosin segui i seguenti passi:

Uno: Prendi un po’ di materiale vegetale e, con le mani, fanne una pallina (indossa dei guanti perché potrebbe essere appiccicoso). Se il materiale vegetale è abbastanza ricco di tricomi, la pallina dovrebbe essere abbastanza compatta.

Due: Adagia la tua pallina tra due strati di carta da forno e assicurati che sia ben sistemata, possibilmente al centro del foglio poiché andrai a esercitare pressione con la piastra per capelli e si espanderà. Tramite il calore e la pressione, gli oli essenziali saranno estratti dalla pallina che ha formato.

Tre: Posiziona la carta da forno e la pallina tra di essi tra la piastra per capelli, in modo che quest’ultima scaldi interamente la pallina di materiale vegetale. La temperatura della piastra non deve essere molto elevate per non rischiare di perdere i terpeni e gli oli essenziali. Ti consiglio di tenere la temperatura tra i 130-150 gradi Celsius. Il prossimo passaggio consiste quindi nel piastrare la pallina di materiale vegetale facendo più pressione possibile. Puoi utilizzare un morsetto per bloccare la chiusura della piastra. Dovresti sentire uno sfrigolio causato dal surriscaldamento dell’olio; lascialo sfrigolare per 10/20 secondi e poi rilascia la piastra e rimuovi la carta da forno. Rimuovi gentilmente la lastra di materiale vegetale (rosin chip) e assicurati di eliminare gli eventuali pezzetti fi foglioline rimaste.

Quattro: Inizia ora a raccogliere l’olio (chiamato appunto Rosin) dalla carta da forno. Il dabber ti aiuterà in questo passaggio: utilizzalo per rimuovere l’olio dalla carta semplicemente facendolo rotolare sulla superficie. Quando tutto l’olio sarà stato rimosso, adagialo sul tappetino di silicone. Ora ripeti tutti passaggi di nuovo, utilizzando un nuovo pezzo di carta da forno per ogni nuovo pezzo di materiale vegetale.

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#CannabisCoconutOil

Ci sono diversi modi per estrarre gli oli essenziali dalla cannabis, una volta seccata. Uno dei miei preferiti prevede l’uso dell’olio di cocco. L’olio di cocco contiene grassi, e i grassi sono l’ideale per estrarre i cannabinoidi dalla pianta. Per ottenere un olio di cannabis psicoattivo il primo step consiste nel decarbossilare la cannabis (cioè ottenere pure molecole di THC). Una volta estratto l’olio essenziale nell’olio di cocco puoi utilizzarlo per scopi culinari, aggiungilo ai frullati, succhi di frutta, milkshakes … ma non utilizzarlo nella preparazione di piatti che richiedono l’utilizzo del fornello.

Una volta decarbossilato, l’infuso di cannabis e olio di cocco non deve essere, infatti, sottoposto nuovamente ad alte temperature perché, altrimenti, verrebbero a perdersi i cannabinoidi attivi. La decarbossilazione è essenziale se si vuole ottenere un prodotto edibile; permette di attivare i cannabinoidi non attivati. Quest’operazione avviene naturalmentr durante il processo di essicazione della pianta di cannabis, ma è velocizzata quando le temperature aumentano. Aumentando quindi il calore, possiamo completare la decarbossilazione prima di iniziare l’estrazione con l’olio di cocco. Personalmente ti raccomando di mettere le tue cime secche in forno, ovviamente tra due strati di carta, ad una temperatura di 120 gradi Celsius per 30 minuti. Procedi quindi all’estrazione:

  • Avvolgi la cannabis in una garza
  • Metti una pentola d’acqua sul fuoco (attenzione a non portare a ebollizione, deve solo riscaldarsi un po’)
  • Metti una ciotola di vetro dentro la pentola con l’acqua (stile: bagnomaria). Questo assicura che l’olio di cocco si sciolga e si scaldi bene; in questo modo i cannabinoidi saranno estratti attraverso la decarbossilazione del materiale vegetale.
  • Versa 250 ml di olio di cocco dentro la terrina di vetro e fallo sciogliere (io uso quest’ olio di cocco, inodore http://www.royal-green.eu/en/food/coconut-oil
  • Aggiungi 300 ml di acqua all’olio di cocco
  • Posiziona la garza con contenente la cannabis dentro all’olio di cocco fino a che non è completamente immerso
  • Lascia la garza immersa per circa 4-6 ore (assicurati di aggiungere acqua alla pentola circa ogni ora)
  • Dopo circa 4 ore osserverai un cambiamento nel colore dell’olio di cocco; ciò significa che la tua estrazione sta procedendo bene.
  • Quando l’operazione sarà terminata, riponi la ciotola di vetro contenente l’olio di cocco in soluzione in frigo per alcune ore. Dopo poche ore vedrai l’acqua separarsi dall’olio di cocco, ora diventato di un bel colore verde. Puoi creare un foro nella soluzione di olio di cocco (che sarà densa) per fare uscire l’acqua in eccesso.
  • Hai quindi ottenuto un purissimo, olio di cocco alla cannabis psicoattivo! Conservalo dentro il frigorifero e utilizzalo ogni volta che vuoi!

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Piccola postilla: Se vuoi utilizzare l’olio per cucinare (panificare, grigliare, friggere etc …) non devi decarbossilare la cannabis prima di procedere con l’estrazione con l’olio di cocco. In questo caso, infatti, la decarbossilazione avverrà a seguito dell’utilizzo del calore nel momento della cottura.

#HERBSstrips

#Trimrosin: può essere usato per scopi culinari o medicinali. Una ricetta facile e salutare è quella per preparare delle barrette di frutta dalle proprietà terapeutiche; io le chiamo HERBSstrips. Nella prossima newsletter descriverò tutti i passaggi per preparare questa deliziosa ricetta.

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